Dr. Graziano Marusi.
Quality Control Manager
INTERCAST EUROPE S.p.A.
Coordinatore G.L. Mezzi di protezione Occhi e Viso UNI
La radiazione Solare è suddivisibile in tre grandi settori:
Radiazione UV, compresa tra 280nm e 380nm
Radiazione Visibile, compresa tra 380nm e 780nm
Radiazione Infrarossa, compresa tra 780nm e 2000nm
Lintensità
della radiazione solare alle diverse lunghezze donda
dipende dallaltitudine, dalla latitudine e dalle condizioni
atmosferiche. Per convenzione viene definito lo spettro della
radiazione solare al suolo come riportato nella figura 1.
Fig. 1
Il grado di pericolosità della radiazione solare dipende dalla sua energia (e quindi dalla lunghezza donda). Quanto più la lunghezza donda è corta e tanto più la sua pericolosità è maggiore.
La pericolosità della radiazione elettromagnetica è legata alla sua capacità di interagire con le molecole organiche che nel nostro caso costituiscono lapparato visivo.
Radiazione Ultravioletta
Pur essendo la componente dello spettro solare presente in minor quantità, è la componente più pericolosa in quanto ha energia sufficiente per spezzare i legami chimici, provocando danni irreversibili. Trattandosi di una componente pericolosa ma non necessaria per la visione in quanto non visibile, lobiettivo dei filtri da sole è la sua totale eliminazione. I danni da radiazione ultravioletta riguardano principalmente la cornea ed il cristallino in quanto la retina viene schermata quasi totalmente dal cristallino. Tra le patologie più comuni a danno del cristallino è la cataratta.
Radiazione Visibile
E ovviamente la componente fondamentale per la visione e va dal viola a rosso. La componente Viola-blu (HEV) ha energia molto elevata (è la componente più prossima allultravioletto), sufficiente a creare danni cumulativi alla retina. La componente HEV è la radiazione a più alta energia che raggiunge la retina (lultravioletto viene fermato dal cristallino). Finora non sono stati dimostrati danni diretti allocchio ai normali dosaggi presenti nella luce solare, ma ci sono molte evidenze scientifiche di danni cumulativi alla retina, proporzionali al tempo di esposizione ad alla intensità della radiazione.
Trattandosi di una componente fondamentale per la corretta visione dei colori e delle immagini, non è opportuno eliminarla totalmente, ma occorre trovare il giusto compromesso tra protezione adeguata e corretta visione dei colori. I cosiddetti filtri Blu Blocker, pur eliminando tutta la luce Blu, sono caratterizzati da una fortissima distorsione cromatica che rende locchiale difficilmente indossabile per lungo tempo, vanificando così i benefici della protezione. Il danno da luce blu è cumulativo, quindi luso limitato ne vanifica lefficacia protettiva..
Radiazione Infrarossa
E la radiazione a più bassa energia e quindi la meno pericolosa. Si tratta in pratica di energia termica, insufficiente a spezzare i legami chimici. La sua eventuale pericolosità è legata ad esposizione a sorgenti artificiali Infrarosse molto intense (ad esempio nelle fonderie o durante processi di saldatura). E stato dimostrato che in alcuni casi la radiazione infrarossa può fungere da elemento catalizzatore che aumenta il danno da radiazione Ultravioletta. Beneficio comunque utile solo se non è stata eliminata.
Filtri per la protezione dellocchio dalla radiazione solare
Ultravioletto
La ricerca nel campo della protezione si è concentrata in un primo tempo sulla componente più pericolosa della radiazione Solare: lultravioletto.
Non avendo effetti sulla visione, lobiettivo di tutti i produttori è stata la sua completa eliminazione. Obiettivo raggiunto facilmente ormai da quasi tutti i filtri in materiale organico presenti sul mercato, mentre non è sempre raggiunto dai filtri in vetro a causa della difficoltà nellinserire pigmenti che assorbono lUV senza influire eccessivamente sul colore del filtro (soprattutto nel caso di filtri in vetro grigi o verdi).
Al fine di aumentare la protezione, lassorbimento UV è stato esteso fino a 400 nm, comprendendo una piccola zona del visibile che ha scarsi effetti sulla visione. Per questo motivo, nonostante le norme stabiliscano che la radiazione ultravioletta si fermi a 380nm, parla comunemente di filtri UV400.
Infrarosso
Per quanto riguarda lInfrarosso, non trattandosi di radiazione ritenuta pericolosa, non sono stati fatti sforzi specifici, se non per alcune applicazioni in alta montagna o per scopi commerciali. Inoltre risulta estremamente difficoltoso ottenere leliminazione della componente infrarossa, pertanto anche nei filtri non industriali caratterizzati dalla protezione dalla radiazione Infrarossa, si tratta sempre solo di una parziale attenuazione.
Inoltre filtrando la radiazione infrarossa si ottiene inevitabilmente anche una attenuazione della radiazione di colore rosso, a scapito della visibilità dei segnali stradali e di pericolo.
Visibile
E la zona più delicata in cui intervenire in quanto ogni intervento influisce simultaneamente sulla visione dei colori e sulla protezione, con effetti a volte in contrapposizione (si veda il caso estremo dei Blu Blocker). Per questo motivo è la zona su cui sono maggiormente concentrati gli studi attuali, che è stata affrontata in tempi più recenti e che è ancora in evoluzione.
In questo caso lobiettivo, dal punto di vista della protezione, è di ridurre la quantità di luce Viola-Blu (radiazione compresa tra 380 e 500nm) che raggiunge locchio. La riduzione di questa componente porta ad una colorazione tendenzialmente marrone del filtro e la relativa enfatizzazione dei colori Rosso-marroni.
Trattandosi di danni cumulativi, diventa molto importante, oltre al fattore protettivo, il fattore comfort. Un filtro confortevole viene tendenzialmente indossato per un tempo molto più lungo, diminuendo il dosaggio di luce Blu ricevuta nel tempo. Il miglior filtro dovrebbe quindi essere il più possibile protettivo ed al tempo stesso il più possibile confortevole per indurre lutilizzatore a prolungarne lutilizzo.
Una via intrapresa per ottimizzare il compromesso tra protezione, comfort e visone colori è quella di tener conto della curva di sensibilità dellocchio umano alla radiazione solare. Da essa si può notare che locchio è poco sensibile alle componenti viola tra 380 e 430nm (e come tali influiscono poco sul meccanismo della visione), che sono al tempo stesso le radiazioni visibili a più alta energia.
La scelta ideale è quindi quella di realizzare una curva di trasmissione che parta da 0 a 380-400nm e salga progressivamente fino a 500nm aprendo progressivamente una finestra sempre più ampia via via che la radiazione diventa meno pericolosa ed al tempo stesso più importante per la visione dei colori. Su questo principio si basa anche la melanina naturale presente nella pelle e nellocchio. La realizzazione più semplice ad al tempo stesso efficace data quindi dalle lenti alla melanina.
Fig.2 Comparazione curva di trasmissione lente alla
melanina con la curva di sensibilità V(l)
Filtri degradanti
Un importante aiuto alla protezione è dato dai filtri degradanti. Grazie al loro particolare disegno consentono un efficace protezione dallabbagliamento dato dal cielo, pur consentendo di mantenere un ottimale livello di luminanza verso il suolo ed in direzione frontale. Tra le condizioni di impiego più adatte a trarre beneficio dai filtri degradanti vi è la guida. I filtri degradanti consentono in questo caso una notevole attenuazione della luce del cielo, un buon livello di luminanza della strada ed una ottimale visibilità del cruscotto.
Effetti della forma e dimensione dellocchiale
Per ciò che riguarda la protezione dalla radiazione ultravioletta assume notevole importanza la forma e le dimensioni dellocchiale. Occhiali di piccole dimensioni e/o poco avvolgenti consentono a forti quantità di luce riflessa di arrivare allocchio, vanificando gran parte delleffetto protettivo dei filtri. E stato verificato che per effetto della luce riflessa fino al 2-5% dellultravioletto può arrivare allocchio.
Miglioramento delle performances visive
Intervenendo opportunamente sulla curva di trasmissione dei filtri da sole, è possibile migliorare le prestazioni visive. Le aree di intervento preponderanti riguardano il miglioramento del contrasto e la riduzione dellabbagliamento.
Attenuazione della luce Blu
Una delle vie seguite per prima è lattenuazione della luce blu. La componente blu della luce è focalizzata con maggiore difficoltà da parte dellocchio ed al tempo stesso tende ad attenuare il contrasto cromatico. Paradossalmente, indossando una lente Blu si ha la sensazione della visione in bianco e nero.
Sulla base di questo principio sono state realizzate molte delle lenti per uso sportivo o per la guida che assumono inevitabilmente una colorazione marrone.
Aumento del contrasto cromatico
In questo caso il principio utilizzato è completamente diverso e si basa sullanalisi delle curve di percezione del colore da parte dellocchio umano, definite da CIE 1931. Osservando le curve di sensibilità è possibile notare che esistono delle zone di sovrapposizione abbastanza ampie tra i tre recettori cromatici. In queste aree diventa difficile per il cervello definire rapidamente le differenze di colore e quindi il contrasto cromatico.
Utilizzando particolari filtri equalizzatori è possibile ridurre le zone di sovrapposizione e caratterizzare più nettamente i recettori. In questo modo vengono attenuate le zone di confusione migliorando il contrasto cromatico e riducendo i tempi di reazione. Filtri di questo tipo sono stati utilizzati nelle competizioni in condizioni di basso contrasto con miglioramenti significativi in termini di prestazioni.
Fig. 3 Coordinate
tristimulus CIE 1931
Tra i benefici di questa tecnica, vi è la possibilità di ottenere una grande varietà di colori (tra cui anche il grigio), mantenendo un alto livello di prestazione.
Fig. 4: Curva di
trasmissione lente ad alto contrasto comparata con le curve
tristimulus.
Fig. 5: Curve
tristimulus modificate per effetto di un filtro ad alto
contrasto.
Per meglio comprendere i benefici in termini di miglioramento del contrasto cromatico, è possibile prendere in esame i coefficienti relativi di trasmissione dei colori Blu, Rosso, Verde e Giallo, cosi come sono definiti dalla Norma Europea EN 1836. Si tratta di coefficienti definiti dalla norma per dare una indicazione del grado di attenuazione dei colori dei segnali stradali rispetto al fondo per effetto del filtro impiegato. Fattori minori di uno indicano una attenuazione del colore specifico. Valori superiori indicano una enfatizzazione del colore specifico e conseguentemente una migliore visibilità.
Normalmente un filtro grigio ha fattori pari o vicini ad uno, mentre negli altri casi laumento di uno dei fattori è compensato da una equivalente attenuazione di altri.
Nel caso dei filtri ad alto contrasto che utilizzano il principio descritto in questo paragrafo, si ottiene invece un aumento generalizzato dei fattori relativi di trasmissione, senza comprometterne nessuno.
| Tv | Q Rosso | Q Giallo | Q Verde | Q Blu | |
| HC Filter grigio | 15 | 1.54 | 0.96 | 1.04 | 1.59 |
| Grigio std | 15 | 0.98 | 0.96 | 1.04 | 1.26 |
| Marrone std | 15 | 1.42 | 1.27 | 0.83 | 0.85 |
| Blue Blocker | 14 | 1.99 | 1.61 | 0.60 | 0.61 |
Conclusioni
Per ottenere il massimo grado di protezione da un filtro da sole occorre:
Per migliorare le performance visive occorre:
Prof. Richard W. Young, Ph.D.
Professor Emeritus, UCLA [Università della California, Los
Angeles
Membro del Jules Stein Eye Institute
Il messaggio che devo comunicarvi è molto
importante, poiché descrive quella che io ritengo la più grande
scoperta del xx° secolo che ha effetto sulla salute degli occhi.
Essa apre una nuova era e la sua conoscenza sembra dipendere, in
maniera significativa, dalla partecipazione degli ottici e dalla
stampa.
Il messaggio si articola in tre parti.
In primo luogo, è necessario evidenziare che il problema delle
malattie oculari causate dalla luce solare è grave : esso è
all'origine del pericolo incombente che corre la salute degli
occhi.
In secondo luogo, è stata identificata la vera causa del
problema. Terzo, sono stati individuati i mezzi di protezione, e
sono già disponibili.
Le patologie oculari causate dalla luce
solare comprendono la cataratta senile, la degenerazione maculare
senile, lo pterigio, il cancro dell'epitelio pericolare e la
fotocheratite. Tutte le persone sono a rischio : nessuno, ricco o
povero, ovunque si trovi, è immune da questi mali ,che sono
gravi.
Nella nostra società, in tutto il mondo, la cataratta e la
degenerazione maculare sono le cause principali della perdita
della vista e le cause primarie della cecità.
La più comune malattia oculare da luce solare è la CATARATTA La
cataratta si è rivelata una malattia "costosa" sia in
termini di danni alla salute (cecità) che in termini economici.
Nel decennio 1982 - 1992 sono stati spesi 50 miliardi di dollari
per interventi chirurgici per cataratta, con ben più di un
milione di interventi eseguiti ogni anno.
Oggi, è più probabile che una persona con una durata di vita
normale si sottoponga ad un intervento di cataratta che a
qualsiasi altro tipo di operazione. (*)
(*) (Young, R.W. 1993, The Charles F. Prentice Medal Award
Lecture 1992: Optometry and the Preservation of Visual Health
[Conferenza al Charles F. Prentice Award 1992: Optometria e
Conservazione della Salute della Vista], Optom. Vision Sci.,
70:255-262)
Ancora peggiore è la DEGENERAZIONE MACULARE , in America causa
principale di cecità negli anziani.
Questa malattia produce una degenerazione della retina
fotosensibile ,proprio nel punto peggiore e cioè nel centro del
campo visivo. La conseguenza è che dovunque si guardi, c'è
sempre un punto cieco che blocca l'immagine desiderata e rende
impossibile leggere.
Si tratta di una malattia che invalida la vita professionale e
non esiste nessun rimedio per ristabilire una vista corretta.
Che cosa accadrà in futuro se continuerà questa tendenza?
Nell'anno 2040 ( nonostante si preveda che nel frattempo saranno
eseguite 100 milioni di operazioni di cataratta) dai 25 ai 36
milioni di americani soffriranno di questa malattia e altri 15-20
milioni saranno affetti da degenerazione maculare.
Il problema è veramente grave. Le malattie provocate dalla luce
solare provocano sintomi diversi e colpiscono parti diverse
dell'occhio.
Vediamo in che cosa consistono.
La cataratta è un'opacizzazione del cristallino.
La degenerazione maculare distrugge la parte centrale della
retina Il cancro dell'epitelio perioculare, lo pterigio e la
fotocheratite colpiscono la parte anteriore dell'occhio.
Ma tutte appartengono alla stessa famiglia perché tutte hanno in
comune la stessa causa fondamentale: la luce solare.
Una volta stabilito che la luce solare era
la fonte di queste malattie oculari, gli studiosi si sono accinti
a individuare quali fossero le parti della luce solare nocive per
la vista.
La luce solare è composta da radiazione pura, energia radiante.
In essa esiste una gamma ,o spettro, di particelle aventi :
Si è scoperto che le componenti nocive
della luce solare sono tutte concentrate nella stessa area in
corrispondenza delle particelle ad alta energia, cioè nel campo
delle radiazioni blu-viola ed ultraviolette.
è stato dimostrato che le radiazioni ultraviolette sono causa di
tutte le malattie oculari provocate da luce solare, fatta
eccezione per la degenerazione maculare.
Questo avviene perché la retina ,sede della degenerazione
maculare, non viene colpita dagli effetti deleteri delle
radiazioni ultraviolette, in quanto gli UV sono assorbiti dalla
parte anteriore dell'occhio, dove causano malattie
differenti.(questa è la ragione per cui non possiamo vedere gli
UV : normalmente non raggiungono la retina fotosensibile). è
invece la parte ad alta energia violetta e blu che contiene le
radiazioni dannose per la retina.
La buona notizia è che esiste la
possibilità di proteggersi da tutte queste malattie, devastanti,
senza disturbare le normali funzioni visive ma semplicemente
usando il tipo giusto di occhiale da sole.
L'idea chiave è quella di far assorbire le radiazioni pericolose
dalla lente prima che esse possano colpire gli occhi e produrre
danni. L'identificazione delle componenti dannose della luce
solare, rende dunque possibile mettere a punto tipi di lenti che
possano proteggere e preservare la salute degli occhi. (**)
(**) (Young, R.W. 1994, The Family of Sunlight-Related Eye
Diseases. Optom. Vision Sci., 71: 125-144 [La Famiglia delle
Malattie Oculistiche da Luce Solare])
Possiamo dire che la prescrizione dal punto di vista scientifico
per occhiali da sole con lenti protettive prevede innanzitutto un
assorbimento del 100% di UV (sia UVA che UVB, fino a 400 nm) I
raggi UV infatti non servono alla vista e sono dannosi per
qualsiasi parte dell'occhio che li assorba.
Non esistono ,dunque ,giustificazioni che permettano di esporre i
delicati tessuti oculari alle radiazioni ultraviolette, tutti gli
occhiali dovrebbero anzi offrire protezione completa dagli UV,
non solo gli occhiali da sole.
La seconda parte della prescrizione dal punto di vista
scientifico prevede la necessità di proteggere la retina dalla
degenerazione maculare: la lente degli occhiali da sole dovrebbe
assorbire quasi tutte le radiazioni violette/blu.
Perché diciamo "quasi" tutte ?
L'assorbimento al 100% della luce violetta/blu ha un effetto
collaterale indesiderato: produce gravi distorsioni cromatiche :
il blu e il violetto apparirebbero grigi, il giallo sbiadisce, il
viola sembrerebbe rosso. Poche persone vorrebbero indossare
occhiali da sole che disturbano la visione dei colori.
Fortunatamente, gli scienziati hanno scoperto che fino al 96%
delle radiazioni violette/blu può essere eliminato senza
conseguenze sulla visione dei colori. Questo è un risultato
molto positivo, perché significa che possiamo proteggerci pur
mantenendo funzioni visive perfettamente naturali.
L'uso di occhiali da sole con lenti che assorbano il 100% degli
UV e fino al 96% del violetto/blu è un mezzo di protezione
semplice, sicuro, economico e subito pronto contro tutte le
malattie oculari provocate da luce solare.
Indossare il tipo giusto di occhiali da sole è il modo più
economico che si possa immaginare per assicurare la propria
salute visiva. è giusto usare le conoscenze scientifiche per
proteggere la nostra vista, che è un bene prezioso.
L'impiego di occhiali da sole protettivi dovrebbe iniziare in
giovane età e continuare per tutta la vita.
La cataratta e la degenerazione maculare sono malattie senili:
esse in genere si verificano in età avanzata perché sono
malattie causate dall' invecchiamento (deterioramento della
struttura normale). Quando l'invecchiamento finisce con
l'interferire con la funzionalità, ecco che possiamo parlare di
malattia.
Rallentare l'invecchiamento minimizzando l'esposizione alle
radiazioni UV e violette/blu può ritardare l'insorgenza delle
malattie oculari. Un ritardo di 20 anni eliminerebbe praticamente
la cataratta e la degenerazione maculare, come cause rilevanti di
difetti della vista negli Stati Uniti. (***)
(***) (Young, R.W. 1992, Sunlight and Age-Related Eye Disease
[La Luce Solare e le Malattie Oculistiche Senili]. J. National
Med. Assoc., 84: 353-358)
L'uso di occhiali da sole per proteggere la vista è un concetto
ormai sostenuto dall'Associazione Optometrica Americana,
dall'Accademia Americana di Oftalmologia, dal Servizio Sanitario
Americano e dall'Associazione Americana per la Prevenzione della
Cecità.
La scoperta della causa e dei mezzi di
protezione contro le principali affezioni oculari dell'umanità
è un'opportunità enorme e senza precedenti per l'industria
degli occhiali, in particolare per i produttori e i rivenditori
di occhiali da sole e per i mezzi di comunicazione che riguardano
queste professioni.
In primo luogo, si ha l'opportunità di elevare lo status e di
migliorare l'immagine dell'industria valorizzando attivamente il
legame tra occhiale da sole e salute della vista.
Unendo la propria forza con quella delle aziende che operano nel
settore della cura degli occhi, l'industria dell'occhiale può
diventare uno dei partners all'interno del movimento per la
salvaguardia della salute della vista.
Ciò ha come conseguenza l'opportunità di espandere il mercato
degli occhiali da sole.
Coloro che non comprano occhiali da sole lo faranno con maggiore
probabilità se si renderanno conto che si tratta di un mezzo
semplice, sicuro, efficace ed economico per proteggere la propria
vista e quella dei propri cari.
In terzo luogo, sia l'industria che la stampa ad essa collegata,
possono dare un contributo positivo alla salute degli occhi della
gente. Rendendo disponibile una vasta gamma di occhiali e facendo
azioni di marketing che rendano evidente il collegamento tra
occhiale da sole e salute degli occhi, l'industria può
contribuire a migliorare la comprensione di questo argomento da
parte del pubblico.
La stampa è in una posizione particolarmente favorevole per
trasmettere questo importante messaggio sulla gravità delle
malattie oculari provocate dalla luce solare e sui mezzi
disponibili per prevenirle.
Cenni biografici
Prof. Richard Young, Ph.D.
Il Dr. Young è membro del Jules Stein Eye Institute ed è
Professor Emeritus presso la facoltà di medicina della UCLA
[Università della California - Los Angeles], dove insegna
anatomia microscopica e conduce ricerche sulla vista da 31 anni.
I suoi studi sperimentali si sono concentrati principalmente sul
rinnovamento delle componenti cellulari e molecolari del
cristallino e della retina. In anni recenti, le ricerche del Dr.
Young si sono focalizzate sull'analisi degli effetti dannosi
della luce solare sull'occhio e sui metodi per la prevenzione
delle malattie oculari provocate dalla luce solare.
Tra i riconoscimenti per la ricerca, citiamo :